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«Gustando la tradizione» ha incontrato i vini di Davide Feresin

autore: Orianna Furlan | tema: ENOGASTRONOMIA
data di pubblicazione: 21-03-2016

L'azienda agricola di San Quirino presso Cormons, ospite della tradizionale vetrina enogastronomica

Un sito storico, come quello della chiesetta di San Quirino, dove nel 1202 fu siglata la storica pace tra la Contea di Gorizia e il Patriarcato di Aquileia, caratterizza l’antico borgo rurale di San Quirino presso Cormons, la località in cui è situata l’azienda agricola «Davide Feresin». Lo stesso titolare è intervenuto all’incontro con degustazione coordinato dal dott. Stefano Cosma, avvenuto sabato 19 marzo al Palazzo del Monte di Pietà di Gradisca d’Isonzo, a cura della locale Pro Loco.
Feresin ha ricordato che l’azienda, da lui condotta fin dal 1994,  ha una lunga e consolidata tradizione familiare, fondata su un profondo legame con il territorio particolarmente vocato alla coltivazione della vite. Da tre anni l’azienda è impegnata anche nella produzione di birra «Meravèa», ottenuta con cereali di propria produzione.
In una suggestiva cornice paesaggistica e con i valori tramandati dai suoi predecessori, Davide Feresin ha dato vita ad una produzione di vini di qualità, che coniugano tradizione e sperimentazione sia in vigneto, che in cantina ed i vini proposti nel corso dell’incontro ne hanno dato una diretta testimonianza.
Dal confronto visivo, il Friulano del 2014, il Sauvignon del 2013 ed il Friulano di lunga macerazione, denominato «l’Edi» e dedicato alla memoria del padre di Davide, hanno subito evidenziato una diversità cromatica, passando rispettivamente da un giallo paglierino tenue, ad uno più intenso, fino ad un giallo dorato.
La vigna di Friulano - ha riferito Feresin - è costituita da viti provenienti da vecchi ceppi di 70/75 anni. E anche il Refosco dal peduncolo rosso, degustato nel corso dell’incontro e denominato «Nero di Botte», proviene dalla riscoperta di vecchie vigne e rispecchia fedelmente le caratteristiche di quello prodotto in zona nel passato. A tal proposito - ha ricordato Cosma –  nel trattato di viticoltura del 1747 di Lodovico Bertoli, viticoltore di Codroipo, viene riportato un episodio di cronaca in cui si affermava - con grande orgoglio friulano -  che «il Pinneau di Borgogna non è altra cosa che il "Refosco del Friuli"».
I due faccioni riprodotti sull’etichetta del  «Nero di Botte»  hanno destato gran curiosità tra i presenti. Subito il produttore ha rivelato che l’etichetta rispecchia, in forma goliardica, gli scambi di idee e le animate discussioni  sostenute ai fini di conseguire importanti obiettivi in cantina.
La cucina della tradizione ed i tipici dolci pasquali  hanno accompagnato le degustazioni dei vini presentati, che sono stati abbinati al salame, al formaggio e alla frittata con le erbe, nonché al rotolo di coniglio con il tortino di patate, alla gubana e pinza.
L’iniziativa didattico-enogastronomica ha confermato di essere un’importante vetrina ai fini della riscoperta di gusti e sapori della tradizione e la presidente della Pro Loco, Marina Civitillo, ha ringraziato  il coordinatore Cosma e il vignaiolo Feresin, per aver reso l’incontro particolarmente accattivante. Il ringraziameto viene esteso allo staff della cucina Formentini di San Floriano del Collio per la collaborazione prestata.
Orianna Furlan